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15 giugno 2009

Grazie Teheran!

Grazie Teheran: il vero volto del regime iraniano è arrivato al potere, senza nascondersi, senza mezzi termini, senza ambiguità riformatrici. Grazie Teheran, perché così ci fai vedere come la pensi davvero. Sarebbe stato molto difficile spiegare che il candidato “moderato”, Mousavi, è in realtà un fanatico che 23 anni fa edificava il totalitarismo iraniano e minacciava embarghi petroliferi. Mousavi, è uno dei tanti sedicenti moderati che crescono come funghi nelle dittature più feroci (Ribbentrop, Deng, Tareq Aziz, Gorbachev) per far vedere una bella facciata all’Occidente. Sarebbe stato un osso molto duro. Già qui la stampa lo incensava, lui e sua moglie, presentandolo, non dico come un Nelson Mandela, ma almeno come un De Klerk. E lui avrebbe completato missili e programma nucleare (non ha mai detto di non volerli fare) necessari per distruggere Israele, ringraziandoci per tutti i complimenti che gli avremmo fatto fino a quel momento. Adesso, invece, c’è Ahmadinejad, il presidente cattivo, quello che nega la realtà storica dell’Olocausto e al tempo stesso spera di farne uno nuovo. L’unico uomo che è riuscito a coalizzare contro di sé tutta l’opinione pubblica occidentale, anche quella più progressista e pacifista. Mandandolo al potere con elezioni palesemente truccate, il regime di Teheran fa capire chiaramente che di Obama non sa che farsene. I mullah non fingono più nemmeno di volere il dialogo: si dichiarano apertamente nemici perché pensano che ormai l’America sia troppo debole per reagire. Gli iraniani (almeno quelli nelle città) non vogliono Ahmadinejad e potrebbero toglierci le castagne dal fuoco con una rivoluzione. Sono convinto che la dovrebbero fare da soli: né Obama, né altri leader occidentali sono disposti ad aiutarli. Però almeno (forse) ci risparmieremo un’altra farsa in stile Monaco 1938, quando le democrazie occidentali regalarono a Hitler la possibilità di espandersi e di prepararsi alla guerra mondiale. Almeno Hitler, nel 1938, fingeva di essere pragmatico e teneva ben nascoste le sue idee raccolte nel Mein Kampf. Ahmadinejad, invece, si presenterà nella nuova Monaco (come ha già fatto a Ginevra) sventolando il suo Mein Kampf. E forse qualcuno inizierà a svegliarsi.




permalink | inviato da oggettivista il 15/6/2009 alle 19:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

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