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4 agosto 2009

Una storia alternativa della Grande Guerra/ parte 3

La fantasia degli storici non ha quasi mai toccato un "se" della storia molto interessante: cosa sarebbe successo nel mondo se l'Intesa avesse vinto la I Guerra Mondiale in soli due anni, entro il 1916, prima cioè di raggiungere quel punto di rottura nel 1917 che cambiò drasticamente il mondo per sempre e in peggio, con la nascita delle ideologie e dei regimi totalitari. Le potenze dell'Intesa ebbero pochissime occasioni per battere gli Imperi Centrali in un colpo solo. La prima fu all'inizio della guerra, con l'offensiva russa lanciata nell'agosto del 1914 in Prussia orientale. I russi avevano i numeri e la possibilità di raggiungere Berlino entro settembre. Non ci riuscirono perché i due generali che guidarono l'offensiva, Samsonov e Rennenkampf, non erano sufficientemente coordinati fra loro. E già dopo due settimane di offensiva si trovarono ad avere a che fare con Hindemburg, il miglior generale tedesco in assoluto. A Tannenberg furono sconfitti e non ebbero più chance di vittoria fino al 1916. Nel giugno del 1916, i russi ebbero un'altra possibilità di eliminare gli Imperi Centrali dal conflitto, quando il generale Brusilov trasformò quella che doveva essere un'operazione diversiva in uno sfondamento generale del fronte tenuto da 4 armate austro-ungariche. Se avesse avuto sufficienti riserve per sfruttare il successo, avrebbe potuto marciare su Budapest e mettere ko gli Imperi Centrali.
In entrambi i casi furono i russi che minacciarono di schiantare Germania e Impero Austro-Ungarico. E, da un punto di vista strategico, l’unica speranza di vittoria decisiva per l’Intesa, in tempi rapidi, è sempre stata sul fronte orientale. Sul fronte occidentale non si verificarono mai (almeno fino all'arrivo in massa degli americani a partire dall'estate del 1918) le condizioni di superiorità numerica, qualitativa e tecnologica che avrebbero permesso all’Intesa di sconfiggere in battaglia la Germania. In Francia e nelle Fiandre gli alleati riuscirono a malapena a resistere a spallate tedesche che avrebbero potuto far crollare il fronte. Le uniche condizioni in cui gli anglo-francesi avrebbero potuto sfondare sul fronte occidentale sarebbero state: una rivoluzione tecnologica e tattica dovuta all’introduzione di un gran numero di carri armati e il loro utilizzo come arma di sfondamento (come fu sperimentato a Cambrai nel 1917 e ad Amiens nel 1918). Ma la mentalità per uno sfondamento su larga scala con uso massiccio di carri armati stentò ad affermarsi. Gli inglesi pianificarono una grande offensiva corazzata solo per la primavera del 1919 (il “Piano 1919” di J.F.C. Fuller). E non è detto che gli sarebbe riuscita, perché il terreno di avanzata era ormai un cratere unico dopo 4 anni di continui combattimenti.

Sul fronte orientale, invece, i russi erano numericamente superiori alle forze degli Imperi Centrali, avevano degli ottimi generali (lo si è visto anche nella successiva Guerra Civile) e potevano fisicamente raggiungere Berlino, Budapest e Vienna in tempi relativamente brevi. Ai russi mancavano due cose essenziali: un sistema politico-decisionale decente, una produzione industriale sufficiente a sostenere una guerra lunga e soprattutto un’organizzazione logistica decente. Per vincere la guerra, gli anglo-francesi avrebbero dovuto aiutare i russi in modo molto più massiccio di quello che fecero storicamente. L’unica possibilità di aiutare i russi sarebbe stata quella di aprire un canale di comunicazione costante, nel Mar Nero o nel Mar Baltico.

Gli altri fronti principali della guerra in Europa (Italia e Macedonia) erano troppo lontani dai principali centri di gravità dell’Intesa. Vista la necessità di difendere la Francia, gli inglesi e i francesi non avrebbero mai avuto la possibilità di sviluppare una grande offensiva dai Balcani, o dall’Italia, in grado di mettere in ginocchio gli Imperi Centrali. Contro la Turchia, invece, ci fu un’unica occasione per eliminarla dalla guerra con una singola battaglia: sui Dardanelli nel 1915. E gli inglesi andarono vicinissimi a una vittoria, tanto che la loro sconfitta nei Dardanelli resta un mistero. Per loro fu come giocare contro una squadra senza portiere e continuare a mancare una porta vuota. Gli inglesi avrebbero potuto vincere facilmente nel febbraio del 1915, quando iniziarono l’attacco navale e i turchi erano quasi del tutto indifesi. Potevano vincere anche il 19 marzo del 1915, quando i turchi avevano finito le munizioni e stavano per abbandonare i forti a guardia degli stretti. E non lo fecero solo perché furono le flotte combinate anglo-francese a rinunciare all'attacco. Potevano vincere il 25 aprile del 1915, quando il corpo di spedizione australiano e neozelandese (Anzac) sbarcò in un’area della penisola di Gallipoli che i turchi non avevano assolutamente presidiato, ma non riuscirono a sfruttare la sorpresa. Se gli inglesi avessero vinto, oltre ad eliminare l’Impero Ottomano, avrebbero anche conseguito l’obiettivo (a dir poco fondamentale) di ripristinare un canale di comunicazione con la Russia già nel 1915. Una vittoria britannica avrebbe fermato in tempo il genocidio degli armeni, risparmiando all’umanità il primo sterminio su scala industriale. Ma, soprattutto, avrebbe completamente cambiato il volto del Medio Oriente.

Con una vittoria nella spedizione dei Dardanelli nel 1915, l'Intesa avrebbe potuto trionfare entro il 1916. Gli Imperi Centrali, infatti, si sarebbero trovati circondati da tutti i lati: a Est avrebbero dovuto fronteggiare una Russia ancora in piedi e aiutata dagli anglo-francesi; a Sud avrebbero dovuto far fronte a un'armata alleata di tutto rispetto nei Balcani (non solo le forze sbarcate a Gallipoli e la Serbia, ma anche la Romania e la Grecia, che erano pronte a entrare in guerra al fianco dell'Intesa in caso di vittoria nei Dardanelli); a Sud-Ovest, a partire dalla fine di maggio, si sarebbero comunque trovati contro l'Italia; e la guerra sarebbe continuata anche sul fronte occidentale in condizioni di parità numerica fra tedeschi e Intesa. Con un vantaggio simile, l'Intesa avrebbe potuto mantenere l'iniziativa per tutta la seconda metà del 1915 e nella campagna del 1916, agli Imperi Centrali sarebbero rimaste poche chance per nuove offensive. Alla fine uno sfondamento sarebbe stato possibile per le potenze dell'Intesa, o sul fronte orientale o su quello meridionale.

Cosa sarebbe successo dopo? In caso di vittoria dell'Intesa nel 1916, molti dei problemi del mondo contemporaneo sarebbero stati prevenuti ed evitati. L'ipotesi più probabile è: sarebbe prevalso il trend già forte negli anni precedenti il conflitto, cioè una graduale liberalizzazione degli stati autoritari, il rafforzamento degli imperi coloniali occidentali nel mondo extra-europeo e l'affermazione definitiva dell'Impero Britannico. L'unico pericolo post-bellico poteva essere una competizione ostile fra le due principali potenze vincitrici: la Russia e la Gran Bretagna. Ma la Russia era politicamente debole e il suo regime zarista in piena decadenza. Una riforma o una rivoluzione liberale (già alle porte dal 1905) avrebbe avvicinato Pietrogrado alle potenze occidentali, sia come mentalità che come politica. Anche nella peggiore delle ipotesi, fra una Russia zarista e una Gran Bretagna imperiale non ci sarebbe mai stata una Guerra Fredda così come l'abbiamo conosciuta. Sarebbe mancato, infatti, il suo movente principale: il comunismo e la sua esportazione nel mondo da parte dell'Urss, uno Stato messianico, completamente differente dalla Russia imperiale. Sarebbe cambiato del tutto il volto del mondo islamico. Stando ai progetti inglesi elaborati alla fine del 1914, una vittoria nei Dardanelli nel 1915 avrebbe infatti portato all'abolizione del Califfato da parte degli alleati e alla nascita di un grande protettorato britannico con Kitchner stesso nella veste di viceré e l’emiro Hussein dello Hijaz in quella di leader spirituale. Si sarebbe verificata, nel medio periodo, una divisione fra Stato e religione anche nel mondo islamico, magari in modo cruento, ma comunque vantaggioso per tutti. (segue)




permalink | inviato da oggettivista il 4/8/2009 alle 14:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

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