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1 settembre 2009

In difesa di una lampadina

Ecco fatto, sono tornato nel mio studio con una lampadina eco-compatibile a risparmio energetico e devo dire che la luce mi fa schifo. Non saprei come rendere la sensazione. Sì, è un po’ come sostituire lo zucchero con il dolcificante. Tutti e due raggiungono lo stesso scopo, ma fra il primo e il secondo c’è una differenza di gusto abissale. Quanto il primo è saporito e sano, quanto il secondo è scialbo e chimico. Ora la stanza è invasa da questa luce biancastra, innaturale, quasi funeraria. E rimpiango le care vecchie lampadine ad incandescenza, che ho ancora in salotto. Quando penso che dovrò sostituire pure quelle con le nuove false luci chimiche, mi viene quasi da star male.

A quanto pare anche moltissimi altri italiani la pensavano, o la pensano, come me, perché la vendita di lampadine a risparmio energetico era circa la metà (anche meno) di quella dei normali bulbi con i fili incandescenti che vediamo sin da quando siamo nati. I led, che fanno tanto chic e che sono ormai associati agli alberi di Natale e ai locali trendy con arredamento hi-tech, sono ancora meno venduti. Perché la domanda è sempre stata: e cosa me ne dovrei fare di ‘sta luce da fighetta?

In un mercato normale, dove ogni consumatore pensa se tenersi la luce da obitorio e pagare meno la bolletta o una vera luce vigorosa e pagare un po’ di più, la maggioranza avrebbe scelto la seconda opzione. Ma ci pensa il pianificatore a “raddrizzare” la nostra cattiva condotta di consumatore sprecone e irresponsabile. Dall’Unione Europea è arrivato l’ordine: tutti DEVONO scegliere la luce peggiore, quella a risparmio energetico, a partire da oggi. Di brutte leggi l’Ue ne ha già fatte tante. Ma mai come in questo caso mi sono sentito addosso il fiato del legislatore, che è persino entrato in casa mia a sostituirmi le lampadine. Questo diktat è stato giustificato con argomenti assurdi. Si dice che in questo modo risparmiamo gas e petrolio per la produzione elettrica e così ci rendiamo più indipendenti dai Paesi arabi. Fare più centrali nucleari… no? E poi chi ci dice che, nel frattempo, intanto che facciamo queste nuove, benedette centrali, dobbiamo necessariamente dipendere da Russia e Paesi arabi? Comprare gas liquido, usare altre fonti energetiche… le alternative ci sarebbero eccome. E poi (e in questo errore ci stavo cascando anch’io) dobbiamo smettere di comportarci e di ragionare come se fossimo tutti abitanti dello stesso condominio, o peggio, come se fossimo tutti la stessa famiglia. Noi non siamo nella stessa famiglia: ogni consumatore deve pensare a sé, ha i suoi interessi ed è in grado di farsi i conti in tasca. Se l’energia inizia a pesargli troppo, inizia a risparmiare. Se non gli pesa, consumi pure tutto quello che vuole. Quando il prezzo sale perché c’è scarsità di un bene, a questo punto è normale che la maggioranza adotti politiche di risparmio, anche quando si parla di energia elettrica. Quando il prezzo è basso va bene mettere l’aria condizionata anche nella cuccia del cane. Ma sostanzialmente sono scelte che devono fare i singoli consumatori, facendo i loro conti.

C’è poi un altro economico che giustifica questa legge che è roba da “Brave New World” di Aldous Huxley, il quale aveva previsto una società da incubo in cui sei costretto a comprare sempre cose (anche inutili) per dare lavoro agli operai. In una logica da “scava la buca e riempi la buca”, si pensa che sostituendo tutte le lampadine si darà più lavoro a elettricisti e a tutta la filiera della luce. Giuro: c’è gente, anche colta, che pensa che sia un bene. Peccato che uno dei vataggi (per il consumatore) delle nuove fonti di luce è che si sostituiscono in tempi più lunghi, quindi paradossalmente daranno meno lavoro e meno ricavi agli elettricisti.

Alla fine, gratta gratta, non ci sono motivi economici che giustificano questa scelta. Ci sono motivi ideologici. Questo cambiamento di luce si deve fare nel nome dell’ambiente, delle minori emissioni, del minor “spreco” di energia. Pur in assenza di una teoria climatica coerente, ormai tutti credono che i nostri consumi stiano generando un riscaldamento globale. Anche se molte prove dimostrano il contrario, si è ormai formata nei decenni una sorta di “coscienza collettiva” che crede nel global warming. E i politici sono bravissimi a soddisfare la domanda della coscienza collettiva di turno. Quindi buone lampadine a tutti. Io mi sono fatto la scorta di bulbi a incandescenza e inizio la mia luminosa resistenza individuale.




permalink | inviato da oggettivista il 1/9/2009 alle 22:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

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