.
Annunci online

  oggettivista [ Libertà individuale senza compromessi ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


Il Fazioso Liberale
L'opinione
Ideazione
Ragion Politica
Svi Pop
Pepe
Comitati per le Libertà
The Objectivist Center
Capitalism Magazine
The Intellectual Activist
Libero Pensiero
Italia Laica
Krillix
Orso di Pietra
Walking Class
Drusillo
The Right Nation
Aldo Torchiaro
Il Camillo
Conservatore compassionevole
Heritage Foundation
Cato Institute
Radio Free Europe
Memri
Rudolph Rummel
Istituto Bruno Leoni
Bertoldino
Laura Lodigiani
Asia News
Bruges Group
Le Guerre Civili
JimMomo
Mises
Semplicemente Liberale
Happy Trails
Storia Libera
Calamity Jane
Pinocchio
Riccio
Phastidio
Rebirth of Reason
Libertarian
Liberali per Israele

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


11 settembre 2006

L'Occidente dopo l'11 settembre

Probabilmente ha ragione Benedetto XVI quando sostiene che: “La vera minaccia per la loro identità, i popoli dell’Asia e dell’Africa non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto di libertà e l’utilità a supremo criterio morale”. Ed hanno ragione i popoli dell’Asia e dell’Africa a temerci per questo motivo. Perché è grazie a questo “cinismo” che l’Occidente è superiore al resto del mondo. Il nostro è un sistema vincente, proprio perché garantisce all’individuo la vita e la libertà di perseguire i suoi fini. Non è un sistema che costringe l’uomo a vivere secondo una legge dettata da Dio. Dalla Rivoluzione Industriale in poi, la scienza, il liberalismo e il capitalismo stanno liberando l’uomo da “Dio”, dalla tradizione e dai tiranni. Quello che ne è derivato non è un sistema “vuoto” di valori. E’ un sistema che è fondato sull’uomo, sui suoi valori e sulle sue aspirazioni I religiosi e gli zelanti (soprattutto nel mondo islamico) lo considerano “vuoto” perché accantona la legge di Dio ed emargina il loro ruolo. E’ un sistema che fa paura a tanta gente debole, perché la responsabilità delle azioni ricade sulle spalle dell’individuo, che può avere successo nella vita così come fallire. Può disorientare, perché è un sistema che ti toglie una visione della storia predeterminata, leva ogni certezza sul fatto che dopo la morte ci sia una vita eterna ed esclude di dare una spiegazione ultraterrena agli eventi in terra.
Questo disorientamento e questa paura hanno provocato una reazione totalitaria per tutto il ‘900, con la nascita delle religioni atee del comunismo, del fascismo e del nazismo. Di fatto si trattava del ripristino su scala industriale degli antichi sistemi tribali pre-capitalisti: l’individuo non era più libero, ma dipendente dalla propria tribù nazionale, di classe o di razza. Il suo futuro non era più incerto, ma predeterminato dai dettami del suo capo. La sua vita ultraterrena era garantita perché la sua morte sarebbe stata utile alla costruzione di un paradiso in terra, realizzabile in un futuro che è sempre stato rimandato. Ma questi sistemi, non solo non hanno mai realizzato i paradisi che promettevano, ma hanno garantito l’inferno per tutti sulla terra. Vivere in un regime totalitario è, non solo pericoloso (la vita è perennemente messa a rischio dai pretoriani del regime), ma umiliante e personalmente degradante. Perché per qualsiasi cosa, anche solo per vivere, si deve chiedere il permesso a qualcuno, lo si deve corrompere, persuadere, ricattare. Questa è la squallida realtà della vita sotto una religione atea.
Il 9 novembre 1989 è simbolicamente considerata la data della fine dell’ultima religione atea, il comunismo. L’11 settembre 2001, al contrario, è considerata la data di inizio della nuova reazione contro la libertà: non più quella delle religione atee, ma quella di una religione tradizionale. I nuovi reazionari non hanno inventato nuovi credo o nuovi sistemi. Hanno iniziato ad ammazzare nel nome di un mitologico passato pre-capitalista e pre-scientifico, dove la vita era governata da Dio e non dall’uomo. Quello che stiamo vivendo è un nuovo, violento rigurgito di medioevo, una “rivoluzione” che vuole tornare al passato. E non è affatto detto che solo l’Islam voglia reagire alla modernità. Anche all’interno del cristianesimo si levano sempre più alte le voci di chi vuole ripristinare una legge e uno stile di vita ispirati alla religione, contrari a qualsiasi forma di libertà individuale. E tra gli atei, molti rimpiangono una mitizzata “purezza” del passato tribale e pre-tecnologico: Rousseau e il suo mito del “buon selvaggio” sta tornando di moda.
Non sconfiggeremo mai il terrorismo islamico, finché i musulmani non la smetteranno di rimpiangere un passato che non hanno mai conosciuto. E che, tutto sommato, non vogliono neanche loro: in Iran non sono contenti del regime che si è imposto dal 1979 ad oggi.
Non riusciremo mai a combattere il terrorismo islamico, finché non la smetteremo di dire e pensare: “tutto sommato hanno ragione a rimpiangere un passato spirituale”. Perché è questo il retro-pensiero dominante nella maggioranza degli intellettuali europei e americani. Ed è quello che ci impedisce di intraprendere delle azioni decisive nella guerra contro il terrorismo.
Vinceremo solo quando saremo veramente convinti che il nostro sistema di vita, aperto, secolare e capitalista, è il migliore dei mondi sinora esistiti e che per difenderlo vale veramente la pena.




permalink | inviato da il 11/9/2006 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa

sfoglia     agosto        ottobre


Blog dedicato ad Ayn Rand
(1905-1982)