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Kirsten Dunst finalmente dice qualcosa di oggettivista

Paese che vai attori che ti ritrovi. Noi in Italia abbiamo uno Scamarcio che fa il sessantottino a quarant’anni di distanza, si definisce parte di una sinistra ideologica e dichiara pure che non apprezza la sinistra attuale perché è già troppo liberale. In America, oltre a un’Angelina Jolie che dichiara il suo amore per i libri di Ayn Rand (anche se poi collabora con l’Onu e terzomondismi vari), c’è anche una Kirsten Dunst che parla da oggettivista, anche se non si professa tale. Nella sua ultima bellissima intervista su Harper’s Bazaar si sentono toni da Ayn Rand, lontani mille miglia da tutti gli stereotipi collettivisti che di solito sono tipici del mondo del cinema. Reduce da un lungo periodo di depressione (che le è costato due mesi di ricovero) Kirsten Dunst non si è lanciata in opere di bene, non dichiara cose stereotipate contro i soldi o il successo, ma va al nocciolo della questione e dichiara: “Ero enormemente dipendente (dalla società, ndr)” e specifica “Non mi prendevo cura di me stessa. Non esprimevo la mia angoscia. Ero diventata decisamente il tipo di persona che dipende dall’approvazione della società. Se solo mi fossi fidata di me stessa e mi fossi ascoltata tutte le volte che invece mi sono ignorata, ora starei bene”. Del prossimo dice: “Vorrei essere una persona che aiuta gli altri, ma privatamente”. Fantastica! Senza intellettualizzare troppo, questo è l’abc dell’individualismo: la propria indipendenza dal giudizio della società. Facile dirlo, difficile farlo. Dicono che sia l'influenza di Tom Cruise e di Scientology a farla parlare così, ma lei non aderisce alla setta. E si vede che qualcosa di buono c'è anche in quel culto, se spinge a ragionare così. Intanto nella politica, Kirsten mantiene una saggia neutralità: “Non vogliamo fare un documentario super-liberal” - dice del suo documentario politico “Why Tuesday”, sulla scelta del martedì quale giornata elettorale – “Io amo questo soggetto perché è assolutamente neutrale”.

Pubblicato il 27/9/2008 alle 16.7 nella rubrica Diario.

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